Patologie veterinarie degli ungulati

Concetto di malattia

La malattia è un’alterazione strutturale e funzionale di un tessuto, un organo o una cellula, che si rinfrange sullo stato generale dell’organismo.

Per malattia si può intendere come la rottura del normale equilibrio tra le difese dell’organismo e gli agenti esterni che tentano di attaccarlo.

Gli agenti patogeni che possono causare una malattia sono:

  • virus (rabbia, mixomatosi..)
  • batteri (cherato-congiuntivite dei camosci, brucellosi, salmonellosi, carbonchio..)
  • funghi (micosi varie)

Agenti patogeni

Ci sono altri agenti patogeni, come i parassiti, che si distinguono in

  1. endoparassiti (che si sviluppano all’interno dell’animale) come la trichinellosi, le tenie, l’echinoccocosi, parassiti intestinali vari ecc..
  2. ectoparassiti (che si sviluppano all’esterno dell’animale) come la rogna delle volpi, del camoscio e le zecche.

Trasmissione e diffusione della malattia

Le maniere di trasmissione e diffusione delle malattie sono molteplici e possono originarsi da diversi fattori:

  • contatto diretto con animali infetti (cheratocongiuntivite dei camosci)
  • contatto indiretto (pascoli contaminati da spore del carbonchio)
  • trasmissione da madre a figlio (nell’utero o attraverso il colostro)
  • ingestione di carcasse infettate (trichinellosi)
  • morso (rabbia)
  • ingestione di ospiti intermedi (echinoccocosi)
  • animali vettori (zecche e zanzare)

Zoonosi

La zoonosi è la scienza che studia le  malattie trasmissibili dall’animale all’uomo.

L’essere umano può essere infettato/colpito a causa di un contatto con l’animale malato, dei suoi prodotti (feci, peli..) o per ingestione della sua carne (tubercolosi, brucellosi, listeriosi, tularemia ecc..)


Diagnosi

il cacciatore, per valutare esattamente lo stato di salute del selvatico, si può accertare in vari modi:

  • la vista, per vedere a occhio nudo le lesioni esterne sul corpo dell’animale, per rendersi conto di che malattia è soggetto,
  • il tatto, per valutare variazioni di consistenza muscolare del selvatico,
  • l’udito, che nel caso dell’enfisema cadaverico, provoca un crepitio, scoppiettio del tessuto sottocutaneo ,
  • l’odorato, tipico odore emanato da un tessuto putrefatto (odore dolciastro e nauseante) o nei casi di avvelenamento da bocconi ( odore di mandorle amare).

Sintomi generici

I primi sintomi da avvistare nel singolo individuo sono il dimagrimento, il ritardo della muta, il ritardo nella formazione e della pulitura del trofeo, andatura incerta, isolamento rispetto agli altri selvatici della sua specie e una ridotta o assente distanza di fuga rispetto all’uomo.

 


Alcune principali malattie…

 

La rogna sarcoptica è una malattia a contagio diretto molto contagiosa, causata da un acaro.

Il camoscio è la specie più sensibile e a seguire c’è lo stambecco.

I sintomi sono un forte prurito, a cui l’animale è soggetto a grattarsi numerose volte e la cute dell’animale si presenta inspessita, crostosa, asciutta e forforosa.

Gli acari scavano delle gallerie nell’epidermide per deporre le uova.

Le larve, al momento della schiusa, tornano in superfice per maturare e diventare adulte, tutto ciò in un periodo che varia dai 13 ai 24 giorni, a seconda del sesso.

La morte dell’animale avviene in 2, 4 mesi, il massimo del contagio si ha in inverno e il minimo in estate.

Immagine di www.provincia.bz.it
  • L’andamento ciclico è caratterizzato da 1 prima fase dove sono maggiormente colpite le classi dei riproduttori dei capretti,
  •  mortalità del 70-85%
  • fase di latenza (6-7 anni) puoi sussegue una nuova mortalità.

La Cheratocongiuntivite è causata da un protozoo che colpisce particolarmente il camoscio.

Camoscio affetto da cheratocongiuntivite.
Immagine di www.arcicacciapiemonte.it

Provoca lesioni all’occhio via via sempre più gravi, fino a causargli una perforazione del bulbo oculare e la perdita totale della vista.

Il sintomo principale che  l’animale presenta è la difficoltà nel movimento più o meno evidente, questo in base allo sviluppo della malattia.

La mortalità normalmente rimani sui livelli di  un 1-5 %, anche se a volte raggiunge picchi del 25 %.

L’infezione si sviluppa principalmente in primavera e  tardo autunno, per l’uomo non c’è alcun pericolo perché non gli è trasmissibile.

Come per la rogna, non bisogna abbattere i selvatici infetti, se non in casi particolari, dato che la maggior parte degli animali riesce a superare la malattia.


L’ectima è una patologia contagiosa causata da un virus.

Questa malattia è caratterizzata dalla formazione di papule, vescicole e croste.

Quest’ultime possono essere a localizzazione infradigitale, podale, perilabiale, nasale, perioculare e mammaria.

Giovane camoscio abbattuto affetto da ectima nasale.
Immagine di www.larena.it

Sono colpiti principalmente i camosci e gli stambecchi.

La contaminazione avviene per contatto diretto tra i selvatici o per contatto con materiale infetto.


La miasi (estriasi nasofaringea) è una malattia parassitaria sostenuta da larve di ditteri (mosche) della famiglia oestridae.

Larve di miasi.
Immagine di www.memorangapp.com

L’insetto adulto, che misura circa 10-12 mm, depone le larve sulle narici di caprioli e cervi (inizialmente lunghe 2 mm), che si attaccano saldamente alle cavità nasali grazie ha una serie di file di uncini.

In tarda primavera ed estate, nelle ore calde e meno ventilate, le larve vengono “gettate” nelle narici dei selvatici, che da qui poi migreranno verso l’interno.

Una volta mature, le larve, si sposteranno verso l’esterno fino a raggiungere il terreno per trasformarsi così in pupe, che nel giro di 3-9 settimane diventeranno insetti adulti.

Le larve che non riescono a migrare all’esterno per completare il loro ciclo, muoiono , e causano calcificazioni o infiammazioni nelle cavità nasali.

Gli esemplari più colpiti sono quelli entro l’anno di età, che possono presentare in media dalle 4 alle 15 larve, e nei casi più gravi perfino a 80.


La strongilosi broncopolmonare è causata dalle larve di dictyocaulus e dai piccoli vermi polmonari, che causano un’azione traumatica e veicolatrice.

Gli adulti dei piccoli vermi polmonari, confinano all’interno dei noduli di incubazione (piccoli focolai) e provocano un’intensa azione meccanica (di tipo irritativo), con la produzione di piccole erosioni sulla mucosa tracheo-bronchiale.

Immagine di tgvet.blogspot.com

In seguito provocano  una reazione infiammatoria mucoso-catarrale e la parziale occlusione delle vie aeree.

I parassiti adulti favoriscono la nascita di sindromi respiratorie a eziologia infettiva.


Le zecche sono parassiti, principalmente attive in primavera e inizio autunno, che si  nutrono di sangue di animali omeotermi, compreso l’uomo.

Sia allo stadio larvale che allo stadio di ninfa adulta, si possono trovare nei vegetali bassi, prati con erba alta e ai margini del bosco, aspettando il passaggio del loro futuro ospite.

Immagine di www.microbiologiaitalia.it

Ogni femmina depone dalle 3000 alle 5000 uova.

Dopo l’incubazione si trasformano in larve, che cadendo si attaccano sulla vegetazione, aspettando così un ospite intermedio.

Dopo un pasto di sangue durato dai 3 ai 6 giorni (sull’ospite intermedio), la larva si trasforma in ninfa actopode.

Quest’ultima ricade di nuovo sulla vegetazione circostante, aspettando così un’ulteriore ospite, per trasformarsi poi in adulta (dopo un altro pasto di sangue).

Ciclo della zecca.
Immagine di digilander.libero.it

Essendo attaccate al selvatico, hanno una grandissima capacità di trasmettere varie infezioni.

Questo è dovuto al fatto che una volta sazia, rigurgita le parti in eccesso col rostro (apparato nutritivo), inoculando così batteri, virus e protozoi di cui è portatrice.

Le principali malattie che può trasmettere sono: il morbo di lyme, la febbre bottonosa del mediterraneo e la tbe: encefalite per morso di zecca.

 

Altre malattie da elencare e per questo non meno importanti sono: la rabbia silvestre, la leptospirosi, l’echinoccocosi, la stafilococcosi, la brucellosi, il carbonchio, i focololai di pus, la pasteurellosi, il cimurro, la pedaina ecc…

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