Il camoscio

Nome in latino: Rupicapra rupicapra rupicapra Linnaeus

 

Sistematica

 

CAMOSCIO DELLE ALPI

SUPERORDINE                  Ungulati

ORDINE                                Artiodattili

SOTTORDINE                     Ruminanti

FAMIGLIA                            Bovidi

SOTTOFAMIGLIA              Caprine

TRIBU’                                  Rupicaprini

GENERE                               Rupicapra

SPECIE                                  R. rupicapra

SOTTOSPECIE                    R. r. rupicapra


Esistono 2 specie di camoscio: il camoscio pirenaico e il camoscio settentrionale, tra cui la sottospecie alpina è la più numerosa.

Il camoscio dei Pirenei si aggira sui 25-40 kg di peso, mentre quello delle Alpi arriva fino ai 35-50 kg.

Oltre alle dimensioni si differenziano anche per la colorazione differente del mantello.

Il camoscio pirenaico presenta una macchia golare chiara più estesa, che arriva fino al petto dell’animale.

2 bande scure separano la macchia golare dalle parte isabelline situate ai lati del collo, che scendono fino alle spalle.

Queste sono caratteristiche tipiche del manto che il camoscio delle Alpi non presenta.

Oltre a questo, anche l’evoluzione comportamentale è differente.

Altre differenze riguardano il cranio e il trofeo dell’animale.

Il camoscio alpino, in buono stato di salute, può arrivare a vivere fino all’età di 20 anni circa.


Principali dati biometrici

Questa è una tabella di riferimento di base, dato che ogni provincia ne realizza una un base ai dati da lei raccolti.


Il mantello

In base alla stagione si può presentare in 2 principali colori.

In estate si può esibire con un colore che va dal beige-sabbia al marrone-rossiccio, solcato con una linea scura sul dorso.

le zampe e la coda sono di color scuro, in contrasto così con il ventre e la zona anale che si presentano più chiare.

Da agosto a settembre-ottobre si effettua la muta invernale.

In inverno il manto si presenta con una colorazione che va dal grigio scuro al bruno scuro.

Si presenta folto sul petto, sui fianchi, sulle spalle e sulle cosce posteriori.

Rispetto a quello estivo, i peli del manto invernale sono lunghi anche il doppio (10cm).

Il maschio presenta una criniera molto evidente nera o bruno-nera, che si trova sul corso della spina dorsale.

Da aprile fino a maggio-giugno si effettua la muta estiva.

Questa comporta la perdita dei peli lunghi e dritti scuri, ed ai sottili peli di lana che hanno aiutato l’animale a isolarsi dall’inverno.

I piccoli, durante la loro prima estate, sfoggiano un manto più scuro di quello della madre, mentre d’inverno è analogo a quello degli altri esemplari.

La primavera successiva è ancora possibile individuare gli esemplari di 1 anno (Jahrling) grazie ad una fascia nettamente più scura tra i fianchi e l’addome.

Femmina di camoscio con manto estivo.
Immagine di simonerigoni.com

Le corna e il loro sviluppo

Le corna sono presenti in entrambi i sessi, sono permanenti ed a crescita continua,e si presentano di color ebano.

Sono composte da un astuccio corneo sovrapposto ad un asse osseo.

L’astuccio osseo ha un diametro alla base che varia dai 2 ai 3 cm.

L’accrescimento dell’astuccio osseo subisce un rallentamento nel periodo invernale, che va da fine ottobre fino a marzo.

Questo è dovuto a causa dei meccanismi che regolano gli ormoni legati all’attività riproduttiva, al fotoperiodo e per la minor presenza di cibo.

Ad ogni nuova crescita, si sviluppa una guaina cornea tra il corno e le bozze frontali ossee.

Ogni guaina cresce inserita nella  precedente, affiorando così solo nella parte più vicina al cranio.

Questo ritmo d’accrescimento produce la comparsa degli anelli millimetrici tra i veri strati cornei, consentendo così la valutazione dell’età del selvatico.

Ogni anno di vita che passa l’animale, la distanza tra gli anelli millimetrici si riduce, fino a cresce di 1-2 mm all’anno.
Immagine di www.waldwissen.net

 

L’accrescimento del corno dipende da:

  • l’età dell’animale,
  • il sesso (nelle femmine si presenta minore, più fine e con le punte meno ricurve all’indietro),
  • lo stato di nutrizione,
  • le condizioni climatiche e
  • la densità della popolazione.

 

Immagine di www.waldwissen.net

Ubicazione

Il camoscio è un tipico abitante dell’ambiente alpino, lo si può trovare dall’orizzonte sub-montano fino a quello alpino.

lo si trova dai 1500 ai 2500 meri sul livello del mare.

Questo animale dimostra un forte legame con la presenza di versanti ripidi e rocciosi, con pendenze che vanno dai 30° ai 45°.

Il motivo per cui si è adattato a questo tipo di ambiente è per sfuggire facilmente ai predatori, che al contrario del camoscio, non riescono a muoversi abilmente.

In autunno-inverno il camoscio frequenta il bosco o comunque scende più a valle dove è più facile trovare riparo e nutrimento.

I versanti favoriti sono quelli ad esposizione a sud, dove il sole scioglie la neve più in fretta, facilitando così la crescita delle erbe novelle.

Questi selvatici rimangono a bassa quota fino a primavera, per poi ritornare sui pendii durante il periodo estivo.

Negli ultimi censimenti effettuati in Italia nel 2008, sono stati stimati ben 124000 capi, attualmente in continua espansione.


Alimentazione

Il camoscio è un ruminante e brucatore di livello intermedio.

Si nutre principalmente di molte varietà di erbe, muschi e licheni.

Di media si alimenta circa 8-10 ore al giorno, preferibilmente dall’alba fino a metà mattino e al tramonto.

L’acqua di cui ha bisogna la trova nei vegetali, di cui si nutre, e dalla rugiada.

Nel caso che le graminacee si presentino secche la può trovare leccando la neve presente nei canaloni d’alta quota.

Indispensabile elemento metabolico del camoscio sono i sali minerali, che riesce a scovarli leccando le ceneri, le rocce, la legna carbonizzata e nelle muffe.

Giornalmente un esemplare di 30 kg di peso deve assumere almeno 3,2 kg di foraggio verde.


Classi d’età 

Il miglior modo per determinare la classe d’età di un camoscio, è rappresentato dal rapporto tra la lunghezza delle corna e quella delle orecchie.

Questo metodo è molto preciso per esemplari non più vecchi di 4 anni.

Per la colorazione estiva, i giovani sono di un bruno rossiccio mentre gli anziani tendono al grigio.

La banda nera laterale sulla testa, nei giovani appare molto più netta ed evidente, laddove è più chiara e tende a sfumarsi negli esemplari anziani.

Inoltre per valutare l’età del camoscio è importante osservare anche la taglia, la silhouette e il modo di comportarsi (soprattutto nel periodo riproduttivo).

 

Capretti (classe 0)

Nascono nei mesi di maggio-giugno e il manto ha una colorazione molto più scura rispetto agli altri individui.

Si  possono riconoscere per:

  • sessi non distinguibili,
  • taglia ridotta
  • muso corto e infantile
  • corna poco visibili a virgola
  • orecchie lunghe
  • comportamento giocoso
  • sempre vicino alla madre.
Femmina di camoscio con il suo piccolo. Immagine di www.naturamediterraneo.com

 

Yearling (classe 1)

Sono i camosci che hanno 1 anno d’età e si possono riconoscere per:

  • la taglia che si rappresenta intermedia tra il capretto e l’adulto,
  • il muso corto e giovanile,
  • le corna che sono di altezza uguale o inferiore a quella delle orecchie in estensione.

Gli yearling dei 2 sessi vivono in gruppi separati.

Le femmine rimangono aggregate alla madre con i capretti.

I maschi di solito formano gruppetti con altri individui della stessa età.

 

Camosci di 2 anni compiuti (giovani classe 1) 

Questi camosci hanno una taglia quasi come gli adulti ma la silhouette si presenta ancora giovanile.

Il torace non è ancora del tutto sviluppato, così le zampe appaiano ancora molto lunghe.

Le corna sono più lunghe delle orecchie in tensione di circa la metà della loro lunghezza.

In certi casi i maschi possono già presentare delle macchie chiare sulle cosce.

 

Camosci di 3 anni (classe 2)

A questa età le corna dei maschi sono lunghe 23 cm, con un’altezza pari a una volta e 2/3 quella delle orecchie in estensione.

I maschi dai 3 ai 4 anni rientrano nella categoria dei subadulti o adolescenti.

A fine stagione, una buona parte di questi esemplari, comincia a presentare interesse per le femmine in calore.

 

Camosci di 4 anni d’età

La femmina viene considerata adulta dopo i 4 anni, mentre il maschio dopo i 5 anni.

La struttura corporea si presenta più massiccia con gli arti che non si dimostrano più lunghi della profondità della cassa toracica.

Il trofeo si presenta il doppio delle orecchie in estensione.

A partire da questa età, i maschi, durante la stagione degli amori, cominceranno a praticare lo scuotimento del corpo con lo spargimento di urina sui fianchi.

Le femmine sono in grado di riprodursi e faranno parte di questa classe fino all’età di 11 anni.

Il maschio diviene adulto dopo i 5 anni, e da qui porterà un pennello molto evidente.

Immagine di www.lecconotizie.com

Camosci dai 7-9 anni in poi

La macchia scura che addobba i lati della testa comincia ad assumere contorni meno lineari, sfumati e con una colorazione, nel manto invernale, tendente al grigio.

I camosci di questa età vengono considerati in pieno sviluppo, soprattutto i maschi.

 

Camosci anziani

I camosci che hanno superato i 12 anni, hanno la striscia nera della testa ancora meno netta e visibile.

Il colore della testa come tutto quello del corpo tende al grigio.

I maschi vecchi, durante il periodo invernale, mostrano una criniera piuttosto corta e meno evidente.

C’è la possibilità della ricomparsa delle macchie di pelo più chiaro sulle cosce.

La testa viene portata spesso parallela al tronco.


Riconoscimento dei sessi

Nel camoscio il dimorfismo sessuale è poco marcato.

Difatti negli esemplari di 1 anno è quasi impossibile distinguerli, mentre nei selvatici di 2 anni è già meno difficoltoso.

Negli animali dai 2 anni in su invece è possibile effettuare questa distinzione senza problemi.

Il maschio si presenta con una struttura più massiccia, più tozza, più squadrata e con una muscolatura degli arti più accentuata.

La femmina  invece appare più leggera, longilinea e meno muscolosa.

Il collo del maschio appare più corto ma in realtà è più grosso e taurino rispetto a quello della femmina che è più esile.

La testa del maschio è di aspetto triangolare, che va a formare con il collo un angolo più aperto e ottuso.

La testa delle femmina invece è allungata e rettangolare, che si raccorda con un angolo retto al collo.

Con il manto invernale, i maschi, si presentano con una folta criniera sul dorso della schiena e ben evidente si presenta anche il pennello.

Da notare la differente posizione di urinazione tra i 2 sessi.


Differenza delle corna nei 2 sessi 

Le corna della femmina si presentano più parallele tra di esse e sottili, mentre nel maschio sono più divaricate e spesse.

In alcuni casi però le corna della femmina nel primo tratto si possono presentare parallele per poi divaricarsi ampiamente.

Nei maschi l’angolo di curvatura delle corna è inferiore a 45° presentandosi così ad uncino.

La femmina invece si dimostra con un’angolatura superiore ai 45°.


Ciclo vitale e biologia riproduttiva

La maggior parte dei camosci vive in gruppi che possono essere composti dal binomio femmina-piccolo, fino ad arrivare a branchi di 100 esemplari.

I branchi sono quasi sempre formati da femmine, condotti da una femmina adulta, con i piccoli e i giovani anche se di sesso opposto.

Le femmine tendono a stare, durante il corso della loro vita, in branchi più o meno numerosi, in cui si possono riunire le giovani femmine coi capretti e qualche maschio giovane.

I giovani maschi dopo l’anno di età tendono a disgregarsi dai branchi, di preciso quando le femmine partoriscono.

Questi esemplari si uniranno insieme, formando dei piccoli gruppi della stessa età, andando così poi a colonizzare nuovi territori contribuendo all’espansione territoriale della specie.

I maschi adulti sono solitari o in gruppi instabili, e si uniscono alle femmine soltanto durante il periodo riproduttivo.

Il periodo degli amori va da fine ottobre a metà dicembre.

In questo periodo i maschi diventano più aggressivi e vanno alla ricerca delle femmine.

Alcuni maschi sono più territoriali e difendono il loro territorio, che può andare dai 200 ai 500 metri di diametro, dagli altri maschi per tenere a sé le femmine che ne fanno parte.

Immagine di www.juzaphoto.com

L’estro della femmina dura 1-2 giorni.

Se in questo arco di tempo non viene coperta dal maschio, la femmina sarà nuovamente disponibile dopo 3 settimane.

Fisiologicamente le femmine sono mature all’età di 18 mesi, ma non si riprodurranno fino all’età di 3 anni.

I maschi invece raggiungono la piena maturità a 5 anni, anche se fisiologicamente sono pronti già all’età di 1 anno e mezzo.

La gestazione della femmina dura circa 6 mesi (180-190 giorni).

Prima di partorire, le femmine si isolano dai grandi branchi per cercare così un posto più tranquillo, anche in compagnia di altre esemplari gravide.

Partoriscono soltanto 1 capretto (in casi rari 2).

Il capretto viene allattato per circa 2-3 mesi, anche se dopo 20-30 giorni comincia già a brucare.

Le femmine possono restare isolate con il capretto per circa un mese, dopo questo periodo di tempo ritornano ad unirsi al branco principale.

Il sex ratio è di 1 : 3 ( 1 maschio : 3 femmine).


Formula dentaria e dentizione

La dentatura completa del camoscio è composta da 32 denti.

Appena nato ne presenta soltanto 20 da latte.

Nella mascella alla nascita presenta soltanto i 3 premolari, nella mandibola invece sono solo presenti i 3 incisivi, 1 canino e i 3 premolari.

A 6 mesi spunta il primo molare (M1).

All’età di 15 mesi spunta il sondo molare (M2).

A 27 mesi circa compare il terzo molare (M3).

Dai 27 ai 36 mesi circa compaiono i premolari P1, P2, e P3.

Per valutare l’età di un camoscio abbattuto basta osservare gli incisivi e i canini.

Come possiamo osservare nell’immagine sovrastante, anno per anno l’animale tende a perdere una coppia di incisivi da latte, sostituendoli con quelli definitivi.

Al 4° anno sostituisce i canini da latte con quelli definitivi.

Questo metodo è utile per valutare l’età entro i primi 4 anni di vita del camoscio.

Da qui in poi l’unico processo da utilizzare è quello di calcolare gli anelli millimetrici presenti sulle corna.

 

2 pensieri riguardo “Il camoscio

  • 17/07/2019 in 8:50
    Permalink

    Eccezionale, sto preparando l’esame per selecontrollore e le informazioni presenti sul sito, pur non esaustive, sono ottime come riassunto.

    Rispondi

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