La caccia alla volpe

Le origini

La caccia alla volpe ha origini molto antiche, si è sviluppata in Inghilterra a causa dell’aumento notevole delle popolazioni delle volpi, che andavano a cibarsi degli animali da cortile dei contadini.

Quest’ultimi sono stati costretti a cacciare questi predatori grazie soprattutto all’ausilio dei cani, la prima vera e propria battuta risale all’anno 1534 nella zona di Norfolk (Inghilterra).

I cani venivano seguiti dai cacciatori montati a cavallo, per far si di stare al passo della canizza.

Come si può vedere in alcuni vecchi dipinti, questa caccia diventò una pratica “di moda” per la classe nobile inglese.

Attualmente la caccia a questo selvatico in diversi paesi (anche in Inghilterra) è stata vietata in qualsiasi forma, questo a causa dell’attività venatoria passata che ne ha quasi completamente causato l’estinzione.

Immagine di www.1st-art-gallery.com

Le principali caratteristiche 

La volpe rossa appartiene all’ordine Carnivora, della famiglia Canidae e rappresenta l’esemplare più grande tra le altri tipi di volpe, è presente in tutto l’emisfero boreale dal circolo polare artico al Nordafrica, Nord America e l’Eurasia.

E’ un animale in grado di adattarsi con grande capacità a vari ambienti e condizioni climatiche, come ad esempio i corvidi e altre specie nocive.

Vive principalmente in coppia o in piccoli gruppi, dove durante il giorno tendono a stare nascosti nelle loro tane.

Si nutre principalmente di piccoli roditori, uccelli terricoli, conigli, rettili, invertebrati e a volte anche di piccoli ungulati (cuccioli).

I suoi nemici principali sono il lupo, gli sciacalli, i coyote, la lince e il leopardo.

E’ un animale di medie dimensioni che raggiunge un peso dai 3 agli 11 kg, con un’altezza al garrese di 29-30 cm e una lunghezza complessiva dai 97 ai 119 cm (la volpe rossa può misurare anche fino ai 140 cm).

Presenta un colore bruno fulvo tendente al rossastro sulle parti superiori del corpo e sulla testa, mentre il ventre, le orecchie, i fianchi e le spalle sono di un grigio biancastro.

La coda è di color bruno rossiccia con la punta bianca.

Nel periodo degli amori, che si verificano tra dicembre e febbraio, le coppie mostrano un forte legame tra di loro, per poi arrestarsi bruscamente fino al momento del parto della femmina.

La gestazione dura circa 7 settimane e la madre porta alla luce dai 3 ai 5 piccoli (8 in casi particolari).

Entrambi i genitori accudiscono i piccoli fino al momento dello svezzamento.

L’esemplare diventa maturo sessualmente all’età di 10 mesi, per sopravvivere fino all’età di 12 anni sempre senza incombere nelle fauci dei predatori o nel mirino dei cacciatori.

Immagine di wallpapersok.com

La battuta

La caccia alla volpe viene praticata principalmente con il metodo della battuta, quest’ultima per essere praticata necessita di un numero di cacciatori posizionati alle poste e dell’aiuto dei loro cani.

I cacciatori che compongono la squadra devono avere una conoscenza buona del territorio, dato che devono posizionarsi sui principali sentieri che la volpe percorre abitudinariamente per rintanarsi.

L’attesa in posta durante la battuta può durare svariate ore e per tutto questo tempo il “postaiolo” deve mantenere il più assoluto silenzio e la massima concentrazione, per non farsi scovare dal selvatico.

Molto importante per questi cacciatori sono le ricetrasmittenti, che servono per comunicare con gli altri compagni in tempo reale il susseguirsi della battute o i vari spostamenti dei cani e delle volpi.

Altro equipaggiamento da non sottovalutare è l’abbigliamento pesante, per non rischiare di sopportare lunghe ore in compagnia del freddo.

Un ruolo di notevole importanza aspetta soprattutto agli ausiliari del cacciatore, ovvero ai cani.

Le principali razze canine utilizzate per questo impiego sono :

  • Il segugio, che hanno origini antichissime avvenute in Gallia attraverso l’incrocio del molosso romano con il segugio da corsa egiziano.                                           Lo si può utilizzare su qualsiasi tipo di terreno e su qualsiasi animale da pelo.                                                                                                                                      Caccia sia da solo, che in coppia o in piccole mute.
Segugio italiano a pelo raso.
Immagine di it.blog.bepuppy.com

 

  • Il beagle o bracchetto è di origine inglese,  questa razza è risalente al 13° secolo ed è stato apprezzato oltre che alla caccia anche come cane da bellezza.         Ha buoni doti da cacciatore dalle ridotte dimensioni.

 

  • Il fox terrier che si divide principalmente in 2 razze diverse: il fox terrier a pelo liscio e il fox terrier a pelo ruvido.                                                                            E’ originario dell’Inghilterra e il suo compito principale era quello di stanare le volpi dalle tane.                                                                                                                Ha un carattere vivace, allegro, coraggioso, determinato, attento e senza paura, è anche piuttosto ostinato e per questo il suo addestramento deve essere rigido e soprattutto costante.
Fox terrier a pelo ruvido.
Immagine diit.blog.bepuppy.com

 

  • Il bassotto ha origini germaniche e il suo nome primogenito era dachshund, che sarebbe l’unione di 2 parole, dachs (tasso) e hund (cane).                                 Questo nome gli è stato conferito per il fatto che veniva utilizzato per scacciare i tassi nei dintorni delle case e delle zone coltivate.                                                  Viene utilizzato principalmente per tracciare gli animali nel sottobosco folto e se serve a stanarli nelle tane.                                                                                        Può presentarsi a pelo corto, lungo o duro (anche se i più utilizzati sono quelli a pelo corto o duro).
Bassotti in abbaio a fermo su un cinghiale in un recito d’addestramento.
Immagine di www.castellodipoggiopetroio.it

Le armi e le munizioni

Le principali armi utilizzate per la caccia alla volpe sono quelle ad anima liscia (in calibro 12).

La tipologia di armi impiegate non fanno più di tanto la differenza e quindi il cacciatore può avvalersi di quella più adatta alle sue esigenze, come il sovrapposto, la doppietta o il semi-automatico.

Doppietta bigrilla (dotata di 2 grilletti).
Immagine di www.ladoppietta.i

Il tiro utile di queste armi è medio-corto e si aggira tra i 25-30 metri.

Ciò non vuol dire che a distanze più lunghe il tiro non sia efficace ma solo che la probabilità di colpire una volpe in corsa nel folto del bosco è molto più difficile.

Le munizioni preferibilmente utilizzate contengono una quantità di piombo tra i 38 e i 40 grammi, con i pallini del numero 4 usati come 1° colpo, e quelli del numero 2 o 0 per i successivi.

Il secondo o il terzo colpo viene incamerato con pallini più pesanti, questo perché dopo aver sparato il 1° colpo lei si sarà già allontanata rispetto al cacciatore e quindi ci vorrà una maggior forza d’arresto e potenza rispetto alla prima occasione di fuoco.

 

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