Le malattie degli uccelli

Gli uccelli da richiamo solitamente stanno in buona salute, ma a volte può capitare che alcuni soggetti si ammalino e muoiono, senza sapere con esattezza le cause.

Le malattie che attaccano i nostri uccelli da richiamo possono essere classificate in 2 gruppi:

  • malattie infettive, provocate da batteri, protozoi, virus, artropodi, miceti..
  • malattie non infettive, provocate da traumi o problemi alimentari.

Le cause

Le malattie possono essere trasmesse da vari fonti come l’aria, le zecche, le zanzare e addirittura i nuovi soggetti da richiamo appena rinvenuti.

Difatti, è buona cosa lasciare i nuovi arrivi in “quarantena”, lontano dal resto della batteria da richiamo per un periodo di tempo.

Tale procedura ci permetterà di osservare il nuovo richiamo, permettendoci così di riscontrare la sua salute e l’insorgere di inopportuni sintomi.

Oltre a questo, pure le gabbiette in brutto stato di igiene, compresi mangiatoia e beverini, trasmettono malattie se non sono lavate a dovere e disinfettate prima dell’inserimento di un nuovo richiamo.

Anche lo stress provocato da un numero eccessivo di uccelli presenti in una stanza o una voliera, può sviluppare delle malattie.

Lo stress è causato dalla gerarchia tra gli individui, dove gli esemplari più sottomessi si indeboliscono più facilmente.

Per chiarirci vale la regola della giungla, il più forte sopravvive mentre il più debole è destinato a soccombere.

Infine, pure l’uomo è un vettore di malattie verso i nostri amati richiami.

Questo può capitare quando, involontariamente, entra in contatto con oggetti, attrezzi o altri animali che sono portatori sani.

Per prevenire l’insorgere di malattie ai nostri richiami è necessario tenerli in un luogo appartato, dove altri animali non possano entrare in contatto, come zanzare, zecche, gatti, topi, ratti, scoiattoli..

Analizzando il caso delle zanzare, in commercio esistono delle reti apposite a maglia finissima, dove pure per loro è impossibile penetrare.

Da non sottovalutare è la pulizia e l’igiene, da effettuare periodicamente all’ambiente e alle gabbiette. Quest’ultime bisognerebbe cambiarle al soggetto almeno 2 volte l’anno. Durante questo processo è buona norma controllare e osservare lo stato fisico delle unghie e del becco dell’uccello in quanto, se eccessivamente lunghi, potrebbero necessitare di un taglio. Questi potrebbero recare disagio e difficoltà all’uccello nel posarsi e nutrirsi.

Tordo bottaccio che gode di ottima salute.
Immagine di www.beretti.it.

Principali malattie degli uccelli

Le patologie che possono attaccare uno o più dei nostri richiami sono differenti in base al luogo in cui si sviluppano.

Di seguito, analizzeremo singolarmente i diversi disturbi ai quali sono soggetti.

Per quanto riguarda l’apparato gastro-intestinale, le malattie più comuni che si possono riscontrare sono:

  • diarrea, identificabile dagli escrementi piuttosto liquidi e di un colore giallastro – verdognolo. La cura consiste nella somministrazione di alimenti asciutti abbinati ad integratori. E’ comunque buona prassi sostituire la gabbietta con una pulita.
  • stitichezza, identificabile da un comportamento anomalo del richiamo, in quanto non si nutre, è giù di tono e contrae ripetutamente il ventre. Il rimedio consiste nel variare l’alimentazione troppo asciutta con della frutta fresca e alimenti umidi.
  • enterite, identificabile dalla perdita di appetito e vivacità. Il richiamo soffre di sonnolenza, presenta il ventre gonfio e accusa molta sete.  La cura consiste nel procurare uno spazio riservato e pulito al soggetto e somministrando una alimentazione adeguata con relativo antibiotico.

 

A livello dell’apparato respiratorio, le patologie che possono colpire il richiamo sono:

  • pipita, identificabile dalla presenza di una pellicola bianca formatasi sulla lingua dell’uccello. Quest’ultimo rimane con il becco aperto e stenta a respirare. La soluzione è quella di rimuovere la pellicola in maniera delicata con una semplice pinzetta. E’ consigliato controllare l’acqua e il cibo perché è da qui che si sviluppa il morbo.
  • raffreddore e tosse, identificabile da starnuti, colpi di tosse e respiro faticoso. E’ buona prassi mettere il richiamo al caldo e a riposo. Procurarsi delle inalazioni da fare nelle narici. Non bisogna, comunque, sottovalutare questi sintomi in quanto aggravandosi posso provocare polmonite o bronchite.

 

Per quanto riguarda le infiammazioni trattiamo le seguenti:

  • artrite, il volatile riscontra giunture e zampe gonfie e doloranti. Tende a rimanere su una zampa sola e si muove a stento. E’ buona cosa spostare il pennuto in uno spazio più ampio dove è libero di muoversi maggiormente. In base allo stadio di avanzamento della malattia è necessario l’utilizzo di antibiotici ad ampio spettro o pomate spalmabili nella zona interessata.
  • coderizzo, il volatile si presenta triste e senza appetito. E’ consigliabile guardare il suo portacoda e nel caso in cui sia affetto da questa malattia, si noterà un  gonfiore tondeggiante e di color giallastro. Dopo aver accertato l’infezione è buona norma pungere il brufolo con un ago ben disinfettato per far uscire la materia. Successivamente occorre disinfettare.
  • congiuntivite, il volatile presenta occhi arrossati e gonfi con fuoriuscita di pus ciò può essere dovuto da lesioni, traumi o corpi estranei che sono entrati in contatto con l’occhio. In questo caso il richiamo va isolato ed è necessario ripulire l’occhio con prodotti appositi come collirio antibiotico, acqua borica e pomate oftalmiche.

 

I principali parassiti che attaccano i nostri richiami sono:

  • scabbia, il volatile mostra difficoltà evidenti nella presa con le zampe e quest’ultime si presentano squamose e di brutto aspetto; questo è causato da un acaro che depone le uova nel derma delle zampe. E’ buona prassi ricoprire le zampe con una pomata specifica e allo stesso tempo somministrare delle vitamine al soggetto. E’ inoltre consigliabile sanificare la gabbietta e l’ambiente circostante onde evitare altri spiacevoli episodi.
  • acaro rosso, è un piccolo parassita che infesta i richiami per nutrirsi di sangue. Gli esemplari colpiti da questo parassita dimostrano un carattere apatico. Per risolvere questo problema è necessario utilizzare un acaricida apposito sul volatile e procedere con la disinfezione della gabbietta e dell’ambiente circostante.
  • acariasi della penna, il soggetto perde le penne e le piume a causa del rosicchiamento alla base causato da un acaro. Anche in questo caso è necessario utilizzare un acaricida apposito sul volatile e procedere con la disinfezione della gabbietta e dell’ambiente circostante.
Immagine di un acaro rosso.

Per quanto riguarda le punture, quelle di zanzara non sono da sottovalutare. Queste, infatti, sono portatrici di malattie che possono essere causa di malessere o morte dei richiami. E’ buona cosa trattare il luogo in cui i volatili sono disposti durante i periodo estivo.

 

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